Comprendere l'altro, questo concetto sconosciuto... questo dettaglio che può cambiare l'esistenza di chiunque.. non sottovalutatelo mai.
Comprendere Numero 2 non è di certo semplice... ma se c'è l'amore e la voglia di stare insieme tutto passa... i momenti tristi vengono offuscati da un semplice abbraccio... da un plaid in comune che non solo riscalda i cuori.. ma li avvicina.
Comprendere Numero 2 non è mai facile.. ma meno che mai è comprendere me... dunque capisco che sia io a dovermi occupare delle "relazioni"... almeno fino a che lui non potrà permettersi un interprete.
Dunque di nuovo tutto bene con Numero 2...
non che ci capiamo, ma non bisogna permettere alla "crisi economica" al problema del "lavoro", a questi tempi bui che si sono abbattuti sull'economia mondiale... di intromettersi nella vita privata, non bisogna permettere a questi mostri di prendersi la nostra vita...
Perchè si vive per cose ben più importanti, si vive per le relazioni, per la società... "sociale"... ricordatevi questa parola da non sottovalutare...
Il mondo, la globalizzazione, il capitalismo... signori, Simmel... ricordatevi di Simmel...
Simmel, che mi piace sempre immaginarlo a spasso con Calvino..
il primo alla ricerca di quei fili in continuo movimento... il secondo a misurarne le distanze, i percorsi....
Il mondo è vero, è fatto di relazioni continue, di un filo che viene lasciato e poi ripreso da un altro... una matassa di fili in continuo movimento, il tessuto sociale.. tessuto vero e proprio... ecco la nostra società, ecco per cosa viviamo...
Ecco perchè bisogna comprendere l'altro..
perchè non c'è modo di uscire da questo tessuto sociale,
non c'è modo di vivere senza considerare l'altro...
l'altro è vita...
e noi non possiamo farci rubare le relazioni da sovrastrutture
che non hanno nulla a che fare con la vita.
Comprendere l'altro non è cosa difficile,
viviamo nello stesso mondo, tocchiamo la stessa terra...
conosciamo le stesse dinamiche economiche, politiche, sociali...
cercate di comprendere l'altro e non vi farete rubare la vostra vita.
Numero 2 ed io continuiamo così,
nella giungla di fili tesi, nell'intrigo di percorsi ripetuti, sognati, mai fatti...
a costruirci il nostro intreccio, all'interno di quel mondo di lana...
che ci lega tutti insieme.
giovedì 6 dicembre 2012
mercoledì 5 dicembre 2012
storia di un filo spezzato
Che dire... sembrava andasse tutto bene ed invece non è così. In una coppia succede anche questo... si è solo in due, ci si incontra, ci si conosce e di punto in bianco si smette di parlare la stessa lingua.
Che dire... solo, stavolta è toccato a noi. "Numero 2" non sa più capire ciò che dico, interpreta male ogni cosa, fraintende le mie parole ed i miei gesti, o forse io stessa ho smesso di dire le cose in una lingua comprensibile, ho ribaltato il significato dei gesti che lui aveva imparato a conoscere, ho ribaltato il significato delle parole...
Non ho molto da dire oggi, forse perchè c'è un po' di amarezza nel cuore e vorrei chiudermi a riccio, sparire e non vedere più "Numero 2" non sentirmi più rimproverare da lui, non sentire più la sua voce così irritata per qualcosa che non ho detto... almeno nella mia lingua.
Non ho molto da dire oggi... solo che mi dispiace di aver rovinato tutto, una storia perfetta, un amore perfetto...
perchè quando non ci si capisce tra due individui la colpa è di entrambi...
con qualche sforzo ci si può capire sempre, ma questo non può accadere se uno parla una lingua diversa dalla tua e tu stai girato dall'altra parte con l'I-pod nelle orecchie...
la verità è che si potrebbe avere l'interprete, parlare la stessa lingua... ma se dall'altra parte nessuno ti ascolta non si arriverà mai a capirsi, a parlarsi, a conoscersi...
Forse io sono stata girata dall'altra parte, forse non sono riuscita ad attirare l'attenzione mentre parlavo... fatto sta che da una delle due parti sarò stata... e quindi la colpa è un po' anche mia.
Non ho molto da dire...
solo un consiglio per chi è ancora in tempo e sa di avere accanto la persona giusta...
non allontanatevi mai così tanto da perdere quella sintonia che c'è tra di voi...
perchè è un dono raro..
un ago nel pagliaio che difficilmente si può ritrovare...
un filo sottile che spezzandosi non si può più legare...
E a te, che tanto non leggerai mai questo post...
direi... mi dispiace di essere diventata solo una sonosciuta che ti fa arrabbiare...
mi dispiace che non saprò aiutarti a trovare quell'ago nel pagliaio...
a legare insieme i due capi del filo...
solo, mi dispiace.
Che dire... solo, stavolta è toccato a noi. "Numero 2" non sa più capire ciò che dico, interpreta male ogni cosa, fraintende le mie parole ed i miei gesti, o forse io stessa ho smesso di dire le cose in una lingua comprensibile, ho ribaltato il significato dei gesti che lui aveva imparato a conoscere, ho ribaltato il significato delle parole...
Non ho molto da dire oggi, forse perchè c'è un po' di amarezza nel cuore e vorrei chiudermi a riccio, sparire e non vedere più "Numero 2" non sentirmi più rimproverare da lui, non sentire più la sua voce così irritata per qualcosa che non ho detto... almeno nella mia lingua.
Non ho molto da dire oggi... solo che mi dispiace di aver rovinato tutto, una storia perfetta, un amore perfetto...
perchè quando non ci si capisce tra due individui la colpa è di entrambi...
con qualche sforzo ci si può capire sempre, ma questo non può accadere se uno parla una lingua diversa dalla tua e tu stai girato dall'altra parte con l'I-pod nelle orecchie...
la verità è che si potrebbe avere l'interprete, parlare la stessa lingua... ma se dall'altra parte nessuno ti ascolta non si arriverà mai a capirsi, a parlarsi, a conoscersi...
Forse io sono stata girata dall'altra parte, forse non sono riuscita ad attirare l'attenzione mentre parlavo... fatto sta che da una delle due parti sarò stata... e quindi la colpa è un po' anche mia.
Non ho molto da dire...
solo un consiglio per chi è ancora in tempo e sa di avere accanto la persona giusta...
non allontanatevi mai così tanto da perdere quella sintonia che c'è tra di voi...
perchè è un dono raro..
un ago nel pagliaio che difficilmente si può ritrovare...
un filo sottile che spezzandosi non si può più legare...
E a te, che tanto non leggerai mai questo post...
direi... mi dispiace di essere diventata solo una sonosciuta che ti fa arrabbiare...
mi dispiace che non saprò aiutarti a trovare quell'ago nel pagliaio...
a legare insieme i due capi del filo...
solo, mi dispiace.
lunedì 3 dicembre 2012
il mondo non è una piramide.
Uomini vestiti di nero con colletti bianchi ed un bel cappio al collo controllano il mondo e si danno ordini a vicenda, stando ben attenti che qualcuno non tiri troppo il nodo del proprio cappio nero.
Sono tutti legati insieme questi uomini neri, legati per neri cappi che non si allentano mai, sgomitano per istinto di sopravvivenza cercando di raggiungere il vertice di quella piramide che essi stessi hanno creato.
Uomini dall'animo nero come il vuoto di una voragine che altro non sa fare se non inghiottire ed annullare nel suo nero vuoto ogni cosa.
Uomini neri hanno reso il mondo una grande piramide, come ogni piramide che si rispetti hanno utilizzato enormi quantità di schiavi per erigerla, bella, alta... Hanno posto gli altri uomini nella base della piramide, nella miseria più totale.
Questi uomini neri si annidano nella parte alta della piramide, cercano di accrescerne la base con la speranza di raggiungere la vetta salendo sempre più in alto.
Il risultato è che la base cresce di uomini in miseria, gli uomini delle fasce più alte vengono attratti come da calamite sempre più verso la base, e dunque la miseria contagia sempre di più gli uomini dal basso verso l'alto, come una cancrena... mentre il vertice si allontana sempre più da questa e cerca di allontanarsene ancora per non contaminarsi.
Nonostante tutto gli uomini neri non riescono a raggiungere quel vertice che tanto bramano.
Gli uomini neri tutti indaffarati a fare in modo che la piramide non si ribalti e rimanga "piramide" non si rendono conto dell'inganno della forma che hanno scelto, non comprendono che per quanto grande o piccola sia la piramide, il suo vertice rimane immutato.
Il vertice della piramide non concede spazio a nessuno per definizione, poichè questo rappresenta la fine della piramide, un punto infinitesimamente piccolo. Solo un punto, infinito ed immutabile.
L'esercito dal cappio nero si aggroviglia sulla cima della piramide, dimenticandosi delle sofferenze che si consumano alla base, avvalendosi dei propri schiavi, usando gli uomini che si lasciano alle spalle, gettati nella miseria, che cresce tanto più gli uomini neri tendono a spingersi sino ad un vertice che non esiste.
Tutto questo dimenticando il significato attribuito alla piramide da chi più saggio di loro comprese che questa forma era buona solo per una cosa, a fungere da tomba per chi l'avesse desiderata.
Ecco perchè non serve rovesciare una piramide, ma aprire gli occhi e guardare la terra per quella che è, il mondo per quello che è...
Una sfera, fatta di tanti punti uguali, fatta per individui e creature che in qualunque punto della terra siano posseggano gli stessi diritti e lo stesso rispetto.
Un mondo rotondo e saggio ci invita ad aprire gli occhi e a renderci conto che non serve ribaltare la piramide, bensì a prendere il nostro posto in un mondo rotondo, senza curarci di una piramide inventata da uomini neri con un cappio al collo nero di menzogne e egoismo, che sgomitano per raggiungere il vertice di una piramide ... che non esiste.
Sono tutti legati insieme questi uomini neri, legati per neri cappi che non si allentano mai, sgomitano per istinto di sopravvivenza cercando di raggiungere il vertice di quella piramide che essi stessi hanno creato.
Uomini dall'animo nero come il vuoto di una voragine che altro non sa fare se non inghiottire ed annullare nel suo nero vuoto ogni cosa.
Uomini neri hanno reso il mondo una grande piramide, come ogni piramide che si rispetti hanno utilizzato enormi quantità di schiavi per erigerla, bella, alta... Hanno posto gli altri uomini nella base della piramide, nella miseria più totale.
Questi uomini neri si annidano nella parte alta della piramide, cercano di accrescerne la base con la speranza di raggiungere la vetta salendo sempre più in alto.
Il risultato è che la base cresce di uomini in miseria, gli uomini delle fasce più alte vengono attratti come da calamite sempre più verso la base, e dunque la miseria contagia sempre di più gli uomini dal basso verso l'alto, come una cancrena... mentre il vertice si allontana sempre più da questa e cerca di allontanarsene ancora per non contaminarsi.
Nonostante tutto gli uomini neri non riescono a raggiungere quel vertice che tanto bramano.
Gli uomini neri tutti indaffarati a fare in modo che la piramide non si ribalti e rimanga "piramide" non si rendono conto dell'inganno della forma che hanno scelto, non comprendono che per quanto grande o piccola sia la piramide, il suo vertice rimane immutato.
Il vertice della piramide non concede spazio a nessuno per definizione, poichè questo rappresenta la fine della piramide, un punto infinitesimamente piccolo. Solo un punto, infinito ed immutabile.
L'esercito dal cappio nero si aggroviglia sulla cima della piramide, dimenticandosi delle sofferenze che si consumano alla base, avvalendosi dei propri schiavi, usando gli uomini che si lasciano alle spalle, gettati nella miseria, che cresce tanto più gli uomini neri tendono a spingersi sino ad un vertice che non esiste.
Tutto questo dimenticando il significato attribuito alla piramide da chi più saggio di loro comprese che questa forma era buona solo per una cosa, a fungere da tomba per chi l'avesse desiderata.
Ecco perchè non serve rovesciare una piramide, ma aprire gli occhi e guardare la terra per quella che è, il mondo per quello che è...
Una sfera, fatta di tanti punti uguali, fatta per individui e creature che in qualunque punto della terra siano posseggano gli stessi diritti e lo stesso rispetto.
Un mondo rotondo e saggio ci invita ad aprire gli occhi e a renderci conto che non serve ribaltare la piramide, bensì a prendere il nostro posto in un mondo rotondo, senza curarci di una piramide inventata da uomini neri con un cappio al collo nero di menzogne e egoismo, che sgomitano per raggiungere il vertice di una piramide ... che non esiste.
Iscriviti a:
Post (Atom)


